Katia Figini - Atleta e Coach Sportivo
katia Figini
Non è facile allenarsi da soli, anche se si è a un buon livello. Se poi si parte proprio da zero è ancora più difficile. Un errore che si commette spesso?
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Katia Figini
È importante creare un allenamento in grado di farvi raggiungere l’obiettivo nel miglior modo possibile, senza perdite di energia e di tempo.
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5 Deserti, 5 Continenti, molti valori

Essere donna può essere molto difficile: violenza, conflitti, malattie, persecuzioni, sottomissione e oppressione caratterizzano la condizione femminile in ogni parte del mondo. Non sono certamente problemi di facile soluzione, ma colpisce il livello di disattenzione verso tutte le donne che vivono (o purtroppo, spesso, muoiono) in situazioni di estremo disagio.

Katia Figini ha deciso di accendere i riflettori sulle donne in difficoltà, diventando testimone in prima persona della forza e del coraggio che le contraddistinguono: ha percorso 5 deserti di 5 continenti, stabilendo un eccezionale record mondiale, prima donna in assoluto a farlo nell’arco di un solo anno (11 mesi). Una corsa per ciascuna lettera che compone la parola WOMEN: un modo per segnalare le tante realtà che pretendiamo di non vedere. Nasce così il progetto Run For Women che, unito al progetto Women To Be della Fondazione Fondiaria SAI, aiuta e sostiene tutte le donne del mondo.

Non è facile allenarsi da soli, anche se si è a un buon livello. Se poi si parte proprio da zero è ancora più difficile. Un errore che si commette spesso? Allenarsi in modo sbagliato.

A volte ci sono le buone intenzioni ma i risultati non arrivano

Questo porta a pochi risultati positivi e spesso si abbandona l’attività. E per fortuna è così, altrimenti io che ci sto a fare qui? Scherzi a parte, non importa quale sia l’obiettivo: arrivare a correre per un’ora di seguito, dimagrire, preparare una gara, una ultra maratona… L’importante è imparare ad allenarsi.

Molti pensano che per preparare una maratona, per dimagrire, tonificare, correre una ultra basti “educare” le proprie gambe a correre per tanto tempo. Così ci si mette su una pista, si va al parco, si raggiunge una velocità “base” e più si riesce a tenerla meglio è. Non funziona così! Pensiamo al nostro corpo e a quello che dovremo fare come se fosse un’organizzazione militare:

Il cuore e’ il generale, il capo (colui che detta legge)
Le gambe e il corpo sono i soldati
Il cervello e’ il nostro macchiavelli (lo stratega)

Non è possibile allenarsi correttamente senza sapere come i tre elementi sopra segnalati lavorino e cooperino insieme. Ecco su cosa si baserà un allenamento personalizzato.

La prima cosa è capire come funziona il vostro cuore, la seconda è quella di fare in modo che i vostri soldati (il corpo) eseguano correttamente gli ordini e infine, ma non meno importante, insegnarvi a gestire la mente per poter raggiungere il vostro obiettivo nel miglior modo possibile.

In poche parole l’allenamento personalizzato consiste nell’ individuare le soglie cardiache, dare i corretti allenamenti e suggerire i modi migliori per gestire la propria mente per raggiungere vincenti l’obiettivo.

Perché allenarsi con me?

Prima di essere un lavoro il mio è una vera e propria passione che è cresciuta e cresce ogni giorno di più. Sono laureata in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, istruttore di Corsa Naturale, Istruttore di running e Personal Trainer certificato ISSA (una certificazione riconosciuta in tutta Italia, Europa e America).

L’esperienza che ho maturato vi garantirà preziosi consigli. Farò in modo di evitarvi di commettere una serie di errori che spesso si fanno (allenarsi nel modo corretto vale a dire né troppo né poco, non cadere nell’overtraining, consigli per una corretta alimentazione in gara, come affrontare le crisi, le vesciche, evitare gli infortuni, consigli su materiali da usare…).

Corona Virus - Questo maledetto VIRUS si è impossessato del nostro tempo, delle nostre abitudini e del nostro allenamento! Eh si, perché magari stavamo preparando una maratona, una gara e ce la siamo vista annulare. Proprio quando eravamo nel picco del nostro allenamento.

Allora come si fa a non perdere quanto faticosamente conquistato? L’importante è sapere come allenarsi ed avere qualcuno in grado di confrontare i tuoi dati, tempi per capire come procedere. Ecco il piano di allenamento che fa per te. Tutto seguendo le regole, mantenendo le distanze e preservando la tua salute! Non perdere la passione, continua ad allenarti e a stare bene!

Come si lavora a distanza?

Un volta compilata la scheda di allenamento, ti chiederò di fare un test in Totale autonomia. Una volta ricevuti i dati, ci sentiremo e stabiliremo insieme i diversi obiettivi e creerò un allenamento personalizzato solo per te che ti verrà inviato ogni due settimane per cinque mesi.

Perché l’allenamento viene spedito ogni due settimane?

Gli allenamenti vengono assegnati in funzione delle tue caratteristiche e dai tuoi obiettivi. Sono tabelle studiate su misura e per questo funzionano! Man mano ci saranno dei miglioramenti e controllando tutte le tue performance ogni due settimane permetterà di avere degli allenamenti davvero su misura. I tuoi feedback saranno fondamentali per capire se la strada intrapresa è corretta o dove è meglio approfondire un allenamento.

Mai soli

Per qualsiasi informazione, dubbio sarò al tuo fianco per rispondere a tutte le tue domane. Ti aspetto! Sceglio il piano piu adatto per te!

Alvi Trail – 371 km con 14.000 m D+ in 8 tappe

Un'esperienza splendida, una compagnia di matti fantastica, posti meravigliosi e tanta voglia di correre! Di seguito riporto il mio articolo per Runner's World

Con Katia Figini all'Alvi Trail Liguria

La Figini è stata la prima donna a tagliare il traguardo dell'Alvi Trail Liguria, ultratrail a tappe che percorre l'Alta Via dei Monti Liguri, diventando campionessa italiana Iuta di gare a tappe. Otto giorni per coprire 371 km attraverso ambienti e paesaggi sempre differenti. Com'è andata ce lo racconta direttamente Katia con le sue parole.

Il mio 2017 non era iniziato proprio alla grande dal punto di vista atletico, un periodo abbastanza "iellatico" direi. Varie cadute mi hanno portato a una lussazione della spalla, una costola incrinata e un'in ammazione al tibiale posteriore. Insomma, in partenza non ci sono mai stati i presupposti per fare una gara più lunga di venti chilometri. E allora che fare? L' Alvi Trail Liguria naturalmente: 371 km in 8 tappe attraversando tutta l'Alta Via dei Monti Liguri . Partenza il 10 giugno da Portovenere (SP) e arrivo il 17 giugno a Dolceacqua (IM).

Più che una sfida un'incognita

Non avevo mai fatto una gara così lunga, ma mi è sembrato un buon allenamento per il Tor des Geant (gara ancora più dura che vorrei provare quest'anno). Prediligo le gare a tappe perché si ha modo di conoscere tutti, di socializzare e di riposare la notte tra una tappa e l'altra. Era da tempo che volevo attraversare l'Italia o una sua parte correndo. Ho sempre fatto gare all'estero e trovarne una dietro casa è stato davvero un sogno. Otto giorni di gara non sono pochi, ma partendo con l'idea di affronatrla non come una gara ma come un viaggio, allora tutto cambia.

Non ho usato nemmeno il GPS perché nelle gare lunghe di trail mi mette l'ansia. Le strategie di gara e l'aspetto atletico cambiano e sono da affrontare in modo diverso rispetto alle gare su asfalto. E poi con tutti questi acciacchi chi pensava di fare grandi risultati? Come già detto, non avevo mai provato a correre così tanti chilometri. Motivo in più per non "alzare la cresta" e affrontare tutto con umiltà. Il mio solo pensiero, inizialmente, è stato quello nire la gara, godere dei paesaggi e conoscere i miei nuovi compagni di viaggio.

La gara ci ha consentito anche di sfruttare una "formula week-end". Così Vincenzo (il mio compagno) ha deciso di accompagnarmi in questa avventura. Anche per lui un chilometraggio mai provatoprima in due soli giorni (praticamente 100 km), lui che non ne aveva fatti mai più di trantacinque. Ma è risaputo che i matti si attirano. Condividere con chi ami ciò che più ti piace è una delle cose più belle della vita. E così tutto ha avuto inizio nella splendida Portovenere.

Da Portovenere a Dolceacqua

Ore 7.30 del mattino, in mezzo a bagnanti e signori con giornale e cornetto in mano, allibiti nel vedere gente con scarpette, calzettoni, bastoncini e zaini con borracce, una manciata di atleti temerari hanno deciso di affrontare la prima edizione di una gara che ha regalato grandissime emozioni. Ho iniziato a macinare chilometri su chilometri e, giorno dopo giorno, è diventato quasi normale rimanere sulle gambe 6, 7 anche 8 ore di la. I miei dolori si sono fatti sentire sempre puntuali dopo ogni ventesimo chilometro. I piedi e il tendine hanno urlato per avere un po' di pace, ma la testa è rimasta così attratta e Katia durante una pausa in uno dei ristori dislocati appagata dei panorami e delle lungo il percorso emozioni, che non ha mai voluto sentir parlare di fermarsi.

Ho scoperto una liguria splendida: boschi immensi, abeti, pini, montagne con vette sopra i duemila metri, panorami mozzafiato. A ogni tappa siamo arrivati in paesi dell'entroterra fantastici e ogni sera ci ha regalato una degustazione di prodotti tipici della regione. Un viaggio sportivo ed enogastronomico, ben accolto dalla Regione Liguria che ha supportato tutta la gara con entusiasmo. La quarta tappa di quasi 60 km ci ha regalato una corsa in cresta di una decina di chilometri affacciati sul mare. Abbiamo potuto godere della vista di tutta la costa ligure, da Genova e Savona, intravedendo addirittura la Corsica. Spesso si fanno ore di aereo per trovare posti magni ci e invece, senza nemmeno saperlo, li abbiamo anche sotto il naso. Ogni giorno insomma è stata un'avventura. Ogni giorno i miei occhi si sono riempiti di profumi e colori splendidi.

E' stato incredibile come il mio corpo, nonostante i dolori, si sia adeguando a questo splendido viaggio: non ho avuto male un muscolo, ho sentito un'energia incredibile e tanta tanta voglia di correre e raggiungere il traguardo. Così, passo dopo passo, mi sono ritrovata all'arrivo di Dolceacqua, conquistando il gradino più alto del podio femminile (quarta nella classi ca generale) e il titolo di Campionessa Italiana IUTA di trail a tappe (non sapevo nemmeno che la gara lo prevedesse). L'Alvi Trail Liguria mi ha dato molto e sono sicura sarà una gara che avrà sempre più seguito. Questa è stata la prima edizione e sicuramente ci sono delle cose da aggiustare. Ma so anche che i bravi e umanamente splendidi organizzatori, Luciano Bongiovanni e Roberto Giordano, renderanno questa manifestazione una delle più belle nel panorama trail Italiano.

Ci vediamo all'edizione 2018. Buone corse!

Vietnam 160 km in autosufficienza

marzo 2016 – Una nuova avventura nella terra Vietnamita. 4 tappe attraverso montagne, giungla, paesi dove il tempo si è fermato. Ottima compagnia e risultato: prima assoluta, questa volta gli ometti sono rimasti indietro.

DesertKat!

Testato anche in questa avventura! Insieme alla splendida azienda (tutta Italiana) Ferrino abbiamo realizzato uno zaino da 20 litri per le gare a tappe nei deserti, ma anche per le ultra no stop, gli allenamenti in montagna. Leggero (530 gr), comodo e funzionale. Gli spallacci si regolano per avere una ottima vestibilità, c’è la possibilità di “asciugare” lo zaino tirando due cordini senza doverlo levare, una tasca in basso comoda all’uso per prendere oggetti in velocità, borracce comode sugli spallacci. Insomma abbiamo pensato a tutto! Grazie Ferrino

Il Road Book

A volte una mappa ti salva! Se ti perdi e la popolazione non parla una parola di inglese almeno a gesti ci si spiega. La prima tappa ci siamo persi tutti. I bambini del villaggio avevano levato tutte le bandierine. Anche questa è avventura. A volte una mappa ti salva! Se ti perdi e la popolazione non parla una parola di inglese almeno a gesti ci si spiega. La prima tappa ci siamo persi tutti. I bambini del villaggio avevano levato tutte le bandierine. Anche questa è avventura.

Una buona compagnia

Sono partita scarica e un po’ giù di morale per problemi personali. Sono tornata con la forza di una tigre. Un viaggio e una buona compagnia aiutano eccome! Un bel viaggio e buona una corsa lasciano sempre ricordi bellissimi.

Keep Clean and Run - Dopo le due esperienze nel nord Italia nel 2015 e nel centro Italia nel 2016, quest’anno è stato disegnato un percorso che tocca quattro Regioni dell’Italia meridionale: Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Dal Vesuvio all’Etna per ripulire la nostra bella Italia

L’evento -suddiviso in sette tappe– ha preso il via il 1 aprile per concludersi venerdì 7 aprile. Anche quest’anno ho accompagnato Roberto Cavallo e Oliviero Allotto in una tappa di questa bella iniziativa che ha percorso  strade e sentieri, compiendo azioni di pulizia dai rifiuti abbandonati lungo il percorso. Ogni giorno erano previsti 40-50 km di corsa, per un totale di circa 347 chilometri e un dislivello positivo D+ di 15.000 metri.

Particolare attenzione è stata data al coinvolgimento della popolazione, con eventi sia nel Comune di partenza che in quello di arrivo, nonché nei Comuni attraversati: scuole, famiglie e Associazioni del territorio verranno invitata a partecipare a momenti di sensibilizzazione, animazione e pulizia del territorio, mentre i runner-testimonial descriveranno il senso dell’iniziativa e forniranno i dati le-gati a rifiuti raccolti durante il percorso.

E’ stato bello vedere una così sentita partecipazione anche dei giovanissimi. Crediamoci e continuaiamo così! Grazie Roberto, alla prossima pulizia

Pulire i sentieri - Clean Up Day 2016

Pulire i sentieri quale evento centrale dell'European Clean Up Day 2016 in Italia, il Ministero dell’Ambiente e il Comitato promotore nazionale della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, con il coordinamento di AICA, hanno presentato la seconda edizione dell’eco-trail "keep Clean And Run #pulisciecorri", volto a sensibilizzare sulla tematica del littering tramite un evento sportivo.

San Benedetto del Tronto – Roma

L’evento - suddiviso in sette tappe - è partito il 30 aprile per concludersi venerdì 6 maggio, in occasione dell’apertura del weekend europeo dedicato all’European Clean Up Day. L’arrivo era a Roma con un passaggio in Vaticano, in occasione dell’Anno Giubilare e in ideale continuità con l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco.

Roberto Cavallo e Oliviero Alotto hanno percorso a piedi strade e sentieri, compiendo azioni di pulizia dai rifiuti abbandonati lungo il percorso e correndo ogni giorno per circa 50 km. Io ho avuto la fortuna di accompagnarli per la prima tappa ed è stata una bellissima esperienza e modo per sensibilizzare la popolazione e i bambini presenti all'evento.

Il mio personal Best alla Maratona d’Italia (Carpi) – novembre 2015

Le gare su strada e le gare trail hanno una grande differenza. La maratona su strada non consente errori, deve essere tutto perfetto e calcolato, un respiro di troppo, un gel sbagliato o una scarpa slacciata e la gara è compromessa. Beh non è sempre così però in un trail sicuramente si hanno più possibilità di recuperare e di riprendere il ritmo. La maratona è la regina, è vero.

Sono contenta del risultato, ma spero di migliorare ancora di più!

maratona Carpi - Katia Figini

Preparare bene lo zaino

Equipaggiamento in gara - Per vincere o completare una gara in un deserto non è solo necessario l’allenamento, molto tempo va dedicato allo studio e alla gestione dello zaino nel modo migliore. Nulla deve essere lasciato al caso. soprattutto quando si corre in autosufficienza.

Durante la gara impegneremo le nostre energie su diversi fronti: sforzo fisico, gestione delle crisi, gestione dell’alimentazione. Non possiamo permetterci di avere un guasto tecnico! Sarebbe un’ulteriore perdita di tempo ed energie. Non è garantito inoltre che avremo l’occorrente per risolvere il problema… Insomma la regola è: Preparare il tutto giorni e giorni prima della gara – Testarlo – Ri-testarlo.

Questa regola vale sempre, per tutte le gare, sia in autosufficienza che non. Una delle cose principali è assicurarsi che lo zaino sia ben “asciutto”, che aderisca perfettamente alla schiena senza ballonzolare. Questo vi eviterà escoriazioni e vesciche sulla schiena. Consiglio sempre uno zaino che abbia le borracce sugli spallacci. Il camelbak è un’ottima riserva idrica ma non permette di monitorare l’ìacqua che si ha a disposizione e il rischio è quello di rimanere all’asciutto prima di arrivare al check point. Se poi ci sono 43 gradi non è molto piacevole… Per ulteriori informazioni scrivetemi o chiamatemi.

L'importanza di annotarsi tutto

Anche se siamo riusciti a farci stare tutto e abbiamo raggiunto la nostra meta non dobbiamo dimenticare che uno zaino può essere sempre migliorato. Tenere un foglio di calcolo con tutti i pesi di ogni singolo oggetto può risultare comodo per verificare dove siamo troppo pesanti o dove è necessario “raffinarci” per trovare una soluzione migliore.

Ogni gara è un’esperienza ed è importante annotarci tutto: gel utilizzati (sono avanzati? Erano sufficienti?), parmigiano consumato al giorno, cosa ci è mancato. Sembra stupido ma una cosa che diamo per scontato a casa nostra può essere di grande conforto in un deserto. Nell’ultima gara in Giordania un amico aveva un dado da brodo e delle bustine di te. Me ne ha regalata una, avevo una voglia incredibile di un té o di un brodo caldo.

Quando sono a casa non ne bevo tanti ma in mezzo al deserto era una prelibatezza. Anche se si pensa che si è arrivati a un buon livello di preparazione c’è sempre da imparare!

Il mio zaino pesa 6,2 kg

Le ghette

In questi anni ho visto mille e più tipi di ghette. Gli americani ne hanno un tipo molto strano che si “avvinhia” fino al ginocchio creando nell’atleta delle zampe da mammut, altri usano quelle della raid light che personalmente trovo pesanti e poco traspiranti. La cosa principale per valutare le ghette è proprio questo: pesantezza e traspirabilità.

Appurato che non ho ancora trovato delle ghette che seguano questi parametri non resta che costruirsele: utilizzo delle ghette in lycra. Sono ghette da ciclista che, nelle mie grinfie, subiscono un po’ di taglia e cuci e si trasformano in ghette comode, leggere e soprattutto traspiranti! La traspirazione dei piedi nel deserto è fondamentale per evitare le vesciche.

In questi anni è nata una piacevole collaborazione con gli amici di Icarus, un magazine Tv diffuso da Sky Sport, con trailrunning.it e con Action Magazine, siti che affrontano lo sport a 360° condividendolo con tutti gli “utenti del web sportivo” ogni giorno sempre più numerosi.

Tengo una rubrica scrivendo articoli delle mie avventure, pensieri e ed esperienze sportive. Finalmente, in questi ultimi anni, l’attenzione verso sport minori sta aumentando sempre più. La corsa sta entrando nel cuore degli italiani e ogni anno il 10% della popolazione decide di infilarsi le scarpette ai piedi. Non importa a quale livello, l’importante è iniziare a correre.

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